Piccoli scafi, grandi campioni: la storia della Motonautica Radiocomandata dello Yacht Club Como

Ci sono discipline che raccontano perfettamente il carattere di un Club. La Motonautica Radiocomandata è una di queste.

Tecnica, precisione, ricerca della prestazione, capacità di interpretare l’acqua e una cura quasi maniacale nella preparazione dei mezzi: elementi che appartengono da sempre alla grande tradizione motonautica del Lago di Como e che, nella radiocomandata, vengono trasferiti su scafi di dimensioni ridotte ma capaci di prestazioni straordinarie.

La sezione di Motonautica Radiocomandata dello Yacht Club Como, nata storicamente all’interno della M.I.La., rappresenta uno dei capitoli più longevi e vincenti della storia sportiva del Club. Una realtà capace, nel corso di oltre mezzo secolo, di portare i colori comaschi nelle principali competizioni italiane e internazionali e di costruire una vera scuola di piloti, tecnici e modellisti.

Le origini negli anni Settanta

La storia prende forma nei primi anni Settanta, quando a Como un gruppo di appassionati di modellismo motonautico comincia a riunirsi presso la sede dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia.

Il modellismo navale radiocomandato era allora una disciplina ancora pionieristica. I sistemi elettronici erano molto più rudimentali rispetto a quelli odierni e una parte decisiva della competitività dipendeva dalla capacità dei singoli concorrenti di progettare, modificare e perfezionare personalmente i propri modelli.

Scafo, distribuzione dei pesi, motore, elica, trasmissione e radiocomando costituivano un unico sistema da affinare gara dopo gara.

Già nel 1973 il gruppo comasco era impegnato nell’attività agonistica internazionale collegata a NAVIGA, l’organizzazione mondiale di riferimento per il modellismo navale.

La crescita della disciplina portò anche la Federazione Italiana Motonautica a strutturare progressivamente il settore del modellismo radiocomandato. Nella seconda metà degli anni Settanta nacque così una specifica Commissione Modellismo, accompagnando l’ingresso della disciplina nella struttura federale.

Il passaggio alla M.I.La.

Per Como il momento decisivo arriva nel 1979.

Su impulso dello storico segretario Trieste Frigerio, gran parte del gruppo comasco decide di entrare nella M.I.La., la Motonautica Italiana Lario, rafforzando così il legame tra il modellismo radiocomandato e una delle realtà più importanti della motonautica italiana.

È l’inizio di una stagione destinata a durare decenni.

La Radiocomandata diventa parte integrante dell’attività sportiva della M.I.La. e Como inizia a ospitare regolarmente competizioni nello specchio d’acqua antistante il Tempio Voltiano.

Uno scenario suggestivo, nel cuore della città, nel quale piccoli scafi capaci di velocità impressionanti si sfidavano tra boe e traiettorie millimetriche.

Il pilota rimaneva a terra, ma il principio della competizione non era poi così distante dalla motonautica tradizionale: leggere l’acqua, scegliere la traiettoria corretta, anticipare le reazioni del mezzo e trovare il limite senza superarlo.

Tecnologia e capacità di guida

La Motonautica Radiocomandata è infatti molto più di una semplice riproduzione in scala della motonautica.

È una disciplina nella quale progettazione e pilotaggio convivono continuamente.

Dietro una gara di pochi minuti possono esserci settimane di preparazione. Ogni modifica può determinare un cambiamento nella velocità, nella stabilità o nella capacità dello scafo di affrontare le curve.

Il pilota deve conoscere profondamente il comportamento del proprio modello e, allo stesso tempo, possedere sensibilità e rapidità di reazione.

In questo senso la Radiocomandata è sempre stata anche un piccolo laboratorio tecnologico, capace di mettere insieme meccanica, elettronica, idrodinamica e sperimentazione.

Una filosofia molto vicina a quella che ha caratterizzato per generazioni la motonautica sul Lago di Como.

Una scuola anche per i più giovani

La storia della sezione comasca non è però soltanto una storia di competizioni e titoli.

La Radiocomandata ha rappresentato anche uno strumento importante per avvicinare i più giovani agli sport nautici.

Quando il modellismo motonautico elettrico venne inserito nelle attività rivolte ai ragazzi e nei Giochi della Gioventù, alcuni dei protagonisti della sezione dello Yacht Club Como misero la propria esperienza a disposizione delle scuole.

Figure come Piero Spada e Fedele Ropso affiancarono i ragazzi, trasmettendo loro non soltanto le tecniche di conduzione dei modelli, ma anche la conoscenza dell’acqua, delle regole e della preparazione tecnica.

Un’attività educativa che anticipava molti dei principi che ancora oggi caratterizzano l’impegno dello Yacht Club Como nei confronti delle nuove generazioni: formazione, responsabilità, sicurezza e passione per lo sport nautico.

Dal motore a scoppio alla nuova stagione elettrica

Nel corso degli anni il mondo della Radiocomandata è profondamente cambiato.

Le tradizionali categorie con propulsione a scoppio, che avevano caratterizzato una parte importante dell’attività italiana e internazionale, hanno progressivamente perso terreno, mentre la tecnologia elettrica ha aperto una nuova fase.

Per lo Yacht Club Como la svolta arriva intorno al 2017, quando alcuni soci decidono di rilanciare con forza il settore attraverso i nuovi modelli elettrici.

La stessa Federazione Italiana Motonautica, nella documentazione relativa alla stagione 2018, descrive il ritorno del Campionato Italiano della Sezione M elettrica dopo diversi anni di assenza, sottolineando anche il valore ambientale della nuova propulsione.

Lo Yacht Club Como diventa immediatamente uno dei protagonisti di questa rinascita.

Il 3 giugno 2018 organizza al Lido di Ossuccio una delle gare che segnano il rilancio del Campionato Italiano elettrico.

Nello stesso periodo viene individuata anche una nuova base per gli allenamenti sul Lago di Pusiano, al Lido di Rogeno.

Il pontile e lo specchio d’acqua diventano progressivamente una vera palestra per gli atleti del Club e un punto di riferimento per le competizioni di Motonautica Radiocomandata.

Ancora negli anni più recenti Rogeno ha continuato a ospitare prove del Campionato Italiano organizzate dallo Yacht Club Como, a testimonianza di un rapporto ormai consolidato con il territorio.

Il ritorno sulla scena mondiale

Il rilancio dell’attività elettrica porta rapidamente gli atleti comaschi nuovamente sulla scena internazionale.

Nel 2019 il Lago Le Bandie, a Spresiano, in provincia di Treviso, ospita i Campionati Mondiali NAVIGA della Sezione M, dedicata ai modelli elettrici.

Una manifestazione di dimensioni eccezionali, con centinaia di modelli e concorrenti provenienti da numerose nazioni.

Anche lo Yacht Club Como è presente.

Tra i risultati verificabili nelle classifiche ufficiali spiccano il 14° posto di Gianfranco Polito nella categoria Mono1 e il 14° posto di Fedele Ropso nella Mono2.

Risultati che testimoniano la presenza del Club anche nel nuovo scenario internazionale della propulsione elettrica.

Una lunga generazione di protagonisti

Attraverso i decenni la sezione Radiocomandata ha visto passare alcuni dei nomi più importanti del modellismo motonautico comasco.

Giorgio Merlotti, Alessandro Mazzoni, Claudio Masiero, Guido Spada, Mario Garcea, Fedele Ropso, Alessandro Oldini, Gianfranco Polito e Ambrogio Facchini sono soltanto alcuni dei protagonisti di questa storia.

A loro si sono progressivamente aggiunte nuove generazioni di concorrenti, mantenendo vivo un patrimonio di conoscenze e competenze che rappresenta forse il vero segreto della longevità della sezione.

La documentazione storica del Club attribuisce alla Radiocomandata un medagliere eccezionale, costruito attraverso titoli mondiali, europei e italiani.

Il dettaglio completo dell’albo d’oro è oggi oggetto di una ricostruzione storica che permetterà di ricomporre con precisione risultati, categorie, anni e protagonisti.

Ciò che appare già evidente, tuttavia, è il ruolo assolutamente centrale avuto dalla sezione comasca nella storia italiana della disciplina.

La stessa passione, in una scala diversa

La storia della Motonautica Radiocomandata dello Yacht Club Como dimostra che le dimensioni di uno scafo non determinano la grandezza di una sfida.

In questi piccoli modelli ritroviamo la stessa cultura sportiva che ha accompagnato per quasi un secolo la grande motonautica lariana: ricerca della velocità, innovazione, capacità tecnica, confronto internazionale e desiderio continuo di migliorarsi.

È una storia cominciata più di cinquant’anni fa con un gruppo di appassionati e proseguita attraverso generazioni di piloti e tecnici.

Una storia fatta di gare davanti al Tempio Voltiano, di modelli costruiti e modificati artigianalmente, di ragazzi avvicinati allo sport, di campionati italiani e competizioni internazionali.

E soprattutto una storia che continua.

Perché anche quando lo scafo misura pochi centimetri, quando viene guidato dalla riva e quando il motore lascia spazio all’elettrico, rimane immutata la stessa passione che da sempre lega Como alla motonautica.

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Credits

Foto Cinquecentomiglia del Lario:
Luca Crotti, Giuseppe Pinna, Roberto Regazzoni, Luka Spini

Foto Vela, Motonautica, Eventi:
Winston Partners

Disegno dei tre guidoni:
Giuliano Collina

Foto Storiche:
Estratte della pubblicazione: “75° Yacht Club Como M.I.La. C.V.C. – Enzo Pifferi Editore